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Psicosomatica: Il corpo grida quello che la bocca tace

Il nostro corpo ci invia di continuo messaggi che però rimangono inascoltati. Cerchiamo in tutti i modi di mettere a tacere questi messaggi con farmaci, terapie, pillole di qualsiasi genere. Ma i sintomi rimangono. Forse mutano d’aspetto, ma rimangono. I sintomi non sono altro che allarmi inviati dal nostro corpo. E proprio per questo motivo vanno accettati, ascoltati, compresi e non allontanati. Le malattie denominate psicosomatiche sono appunto quegli stati deboli che originano dalla psiche, dalla nostra mente: il soma, cioè il corpo, non ha nulla di rotto o malato… si rende solo veicolo di ciò che la nostra mente vuole tacere o non affrontare. E così originano mal di pancia senza causa, mal di testa che insorgono solo in determinate situazioni sociali, malattie della pelle inspiegabili. Ma a ben vedere tutto ciò che ha a che fare con il corpo è anche collegato con la mente. Tutte le malattie, quindi, hanno una componente mentale non irrilevante.

La medicina pitagorica, in particolare, aveva ricercato le analogie tra l’uomo e l’universo, tra il microcosmo e il macrocosmo e aveva concepito la malattia come una rottura dell’equilibrio dell’organismo, come una sorta di “perduta armonia” tra queste due forze. La medicina umorale di Ippocrate aveva invece affermato come responsabile della malattia, lo squilibrio tra gli umori del corpo. Tale concezione è di importanza fondamentale per la storia della medicina psicosomatica poiché inserisce il “temperamento” individuale come elemento sostanziale della malattia individuando, in ciascuna persona, la sua “costituzione”: il tipo “sanguigno, “flemmatico”, “bilioso” e “melanconico”, esprimerebbero, in definitiva, il carattere e il “modo di porsi nel mondo” di ciascuno di noi.

A spiegarci in modo quasi poetico ma efficace questo collegamento corpo-mente è Alejandro Jodorowsky, uomo dalle mille virtù: è infatti poeta, scrittore, fumettista, saggista, drammaturgo e anche regista.

Egli ha scritto: Il corpo grida quello che la bocca tace

La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.

Molte volte…

Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange.
Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire.
Il diabete “invade” quando la solitudine duole.
Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe.
Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano.
Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire.
Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza.
La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
Le nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità.
Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di vivere.
Ed i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo?
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.

Provate ad ascoltare i vostri sintomi fisici, a capirli, ad elaborarli. Il vostro corpo e la vostra mente vi ringrazieranno! Solo in questo modo possiamo finalmente assemblare il puzzle della nostra vita…

Fonte: www.eticamente.net

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