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La Visualizzazione

La visualizzazione creativa è una tecnica che consiste nell'immaginare (visualizzare) delle cose o delle situazioni nella propria mente per provocarne la materializzazione e l'accadimento nella realtà. Che cosa sia l’immaginazione forse l’uomo ancora non lo ha capito.. anche se studi recenti dimostrano che per la nostra mente immaginare equivale a farlo in quel momento. Alcuni esperimenti eseguiti dalle università di Princeton e Stanford hanno dimostrato che i soggetti volontari sono riusciti a influenzare la materia con il pensiero. Il nostro universo fisico non è realmente fatto di "materia": la sua componente fondamentale è una sorta di forza, o essenza, che possiamo chiamare energia. Facciamo tutti parte di un unico grande campo di energia. Il pensiero è una forma di energia relativamente sottile e leggera, e perciò in grado di cambiare con rapidità nel tempo. Il pensiero e i sentimenti hanno una loro energia magnetica che attrae l'energia avente natura simile. Il pensiero o un'idea precedono sempre la loro manifestazione.

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Sintropia e Sincronicità - di Antonella Vannini e Ulisse Di Corpo

 La sintropia è sinonimo di armonia e coesione (al contrario l'entropia è disordine e disgregazione)

 

La famosa equazione energia/massa (E=mc2), oggi associata al nome di Albert Einstein, era stata in realtà già pubblicata dall’inglese Oliver Heaviside nel 1890, dal francese Henri Poincaré nel 1900, e dall'italiano Olinto De Pretto nel 1903. Il reale merito di Einstein fu di averla generalizzata a tutti i sistemi di riferimento, aggiungendo ad essa il momento (p), ossia la quantità di moto: E2 = m2c4 + p2c2. Come è evidente, questa equazione è elevata al quadrato, il che implica l’estrazione della radice quadrata per trovare la misura di E. Come è noto,  le radici quadrate hanno sempre due soluzioni: una a segno positivo ed una a segno negativo (ad esempio, la radice quadrata di 4 è ±2). La soluzione positiva (+E) descrive energia che diverge in avanti nel tempo da una causa passata, come la luce che diverge da una lampadina o il calore irradiato da una stufa (causalità); la soluzione negativa (-E) descrive energia che diverge a ritroso nel tempo da una causa futura (retrocausalità).

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Che cosa è il Sé?

Il Sè rappresenta – secondo Jung – l’unità e la totalità della personalità nella sua parte conscia e in quella inconscia. La realizzazione del Sè costituisce la meta ideale della terapia junghiana, che segue il difficile cammino del paziente verso la propria autorealizzazione.

Varie discipline nel tempo si sono occupate del concetto di Sé. Essendo tale argomento ampiamente trattato, oltre che in campo psicologico-psicoanalitico anche in campo filosofico, infatti già nell’antica Grecia i filosofi del tempo, consideravano l’identità e la destinazione del soggetto nell’ambito di una teoria dell’anima, finalizzata a cogliere il senso della vita dell’uomo. Con l’avvento del cristianesimo, e in particolar modo con le riflessioni di Agostino, i termini filosofici della questione non mutano, infatti l’anima resta la categoria di riferimento per capire il nostro essere. In età moderna alcune correnti intendono demistificare la credenza di un nucleo permanente e sostanziale dell’identità soggettiva identificabile con l’anima; ricordiamo la teoria cartesiana della res cogitans, e lo spiritualismo di Berkeley. La riflessione filosofica continuava a pensare il centro dell’essere del soggetto una cosa spirituale un io già dato, identico a se stesso nel variare delle situazioni.

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La Sincronicita' di C. G. Jung


La Sincronicità è un'ipotesi introdotta dallo psicoanalista Carl Gustav Jung nel 1950 per spiegare la contemporaneità di due eventi complessi connessi in maniera acausale. Coincidenza di due o più eventi atemporali, quindi non sincroni, legati da un rapporto di analogo contenuto significativo. La teoria della sincronicità non ha valenza scientifica, ma psicologica. I fenomeni paranormali hanno affascinato Jung da sempre. Tra questi egli prediligeva le "coincidenze significative". Già nel 1916, a pochi anni di distanza dalla defezione dal gruppo degli psicoanalisti fedeli al metodo scientifico, Jung scriveva, riflettendo sulla possibilità di affiancare al principio di causalità quello finalistico: 
« La causalità è solo un principio, e la psicologia non può venir esaurita soltanto con metodi causali, perché lo spirito (la psiche) vive ugualmente di fini. »

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I disturbi psicosomatici

                                                   I disturbi psicosomatici si possono considerare malattie vere e proprie che comportano danni a livello organico e che sono causate o aggravate da fattori emozionali. I sintomi psicosomatici coinvolgono il sistema nervoso autonomo e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o di stress. Le emozioni negative, come il risentimento, il rimpianto e la preoccupazione possono mantenere il sistema nervoso autonomo (sistema simpatico) in uno stato di eccitazione e il corpo in una condizione di emergenza continua, a volte per un tempo più lungo di quello che l’organismo è in grado di sopportare. I pensieri troppo angosciosi, quindi, possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di attivazione persistente il quale può provocare dei danni agli organi più deboli.

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Vladimir Efremov, uno scienziato tornato dall’Aldilà

Le sensazionali rivelazioni del fisico “Vladimir Efremov” tornato per miracolo dall’aldilà.

Nei suoi trattati scientifici Efremov ha descritto l’aldilà con termini matematici e fisici. In questo contesto, tuttavia, sarà evitato il linguaggio tecnico matematico a favore di una descrizione semplice, alla portata di tutti. Vladimir Efremov descrive quindi il mondo dell’aldilà, da lui sperimentato durante un’esperienza di morte improvvisa, in questi termini: “Ogni paragone sarà falso. I processi lì non sono lineari come qui da noi, non sono estesi nel tempo, e fluiscono contemporaneamente in tutte le direzioni. I soggetti nell’aldilà si presentano come dei concentrati di informazione, il cui contenuto determina il posto in cui essi si trovano e le qualità della loro esistenza.”

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