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La Misericordia

SIATE MISERICORDIOSI COME E’ MISERICORDIOSO IL PADRE VOSTRO” (Lc 6,36)

Dal vocabolario della lingua italiana il termine misericordia afferma che essa: È una virtù che inclina l’animo umano alla comprensione alla pietà ed al perdono verso chi soffre o chi sbaglia.

Io vorrei iniziare questa nostra conversazione ricordando la definizione tratta dall’introduzione del “DIARIO” di suor Faustina Kowalska, la suora polacca alla quale Gesù chiese di far dipingere la Sua immagine quale memoria della Sua Misericordia con i particolari raggi che scaturiscono dal Suo costato e che rappresentano l’azzurro il Battesimo ed il rosso il Suo corpo ed il Suo sangue: Il quadro non solo rappresenta la misericordia di Dio, ma induce a rammentare il dovere della fiducia cristiana nei confronti di Dio e la carità attiva verso il prossimo. Questi due raggi simboleggiano i santi sacramenti e tutte le grazie dello Spirito Santo, il cui simbolo biblico è l’acqua, ed anche la nuova alleanza di Dio con l’uomo fatta per mezzo del sangue di Cristo.

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Che cosa è la "Fede" - Prof. Nicola liberio

Per molti la fede è un discorso remoto di catechismo scolorito, frutto di un passato trascorso. Ora invece vediamo come è la realtà.

1- La fede è informazione alla nostra intelligenza , che ci viene direttamente da Dio tramite le sacre scritture e la sua retta interpretazione ( magistero della chiesa), per allargare la visione del reale, la cosa non è banale , difatti se ci pensiamo già le forze di natura fisica ( parlo di elettricità, magnetismo , radiazioni) con i nostri sensi non le percepiamo, al piu' ne percepiamo gli effetti, allora già questo limite naturale ,di cui tutti abbiamo esperienza, ci dice che siamo limitati nei sensi esterni (parlo dei 5 sensi). Ecco allora che anche la visione del creato, che la nostra mente elabora è limitata, ora la Bibba, ci da delle informazioni altre, esempio: ci dice che vi è un Creatore, che gli esseri

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Il ricordo di Dio e la preghiera pura

 

Anche questo è un tema tradizionale della spiritualità orientale, già presente fin negli Apophtegmi e nelle Vite dei Padri del deserto. I Padri orientali suggeriscono vari modi per mantenere costante questo ricordo, anche per mezzo di una breve formula verbale di preghiera, tratta preferibilmente dalla Sacra Scrittura. Così il ricordo di Dio, che lentamente si precisa come ricordo di Gesù, può divenire incancellabile. E' sempre Giovanni Climaco che stabilisce una connessione del ricordo di Gesù  con l’hêsychia: “L’hêsychia consiste nello stare in continua adorazione del Signore, sempre alla sua presenza, con il ricordo di Gesù aderente al suo (dell’esicasta) respiro, allora potrai toccare con mano i vantaggi dell’hêsychia”.

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Hesychia, Esicascmo e Preghiera pura - 4

La népsis: vigilanza e attenzione

È l’attitudine di un’anima pronta, presente a se stessa e a Dio, vigilante e attenta a non lasciarsi sorprendere dall’Avversario e dai logismoi. Evagrio distingue otto logismoi, pensieri, che sono otto sintomi di una malattia dello spirito o dell’essere:

1. gastrimargía (Cassiano tradurrà: de spiritu gastrimarigiae): non è solo golosità, ma ogni patologia orale;

2. philargyría (de spiritu philaguriae): non solo l’avarizia, ma tutte le forme di stitichezza dell’essere e di patologia anale;

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Hesychia, Esicascmo e Preghiera pura - 3

L’assenza di pensieri e di preoccupazioni

L’hêsychia (interiore), nell’esicasmo si possono individuare alcuni tratti che permettono di indicare la sua particolare fisionomia; sono essenzialmente quattro: amerimnia, népsis, ricordo di Dio, preghiera continua. 

L’esicasta sa bene che se la fuga dal mondo gli permette di allontanarsi dalla società e dalla sua dissipazione, molto più grave è la dissipazione del cuore, che, malgrado la solitudine, resta inquieto, immerso nei suoi pensieri e preoccupazioni che lo hanno seguito anche nel deserto. L’esicasta è chiamato a vivere perciò l’apatheia, l’impassibilità che governa tutte le passioni inferiori. Questa impassibilità, è bene sottolinearlo, non è mai negligenza o acedia, ma una virtù che ha il suo fondamento nella Scrittura: “Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni

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Hesychia, Esicascmo e Preghiera pura - 2

L’hêsychia (esteriore), d'altra parte, è l’aspirazione di molti cenobiti: fra questi si può ricordare Evagrio Pontico che ci ha lasciato, tra i tanti scritti e insegnamenti spirituali,  il Sommario di vita monastica che insegna come si debba esercitare l’ascesi e l’hêsychia: si tratta, come dice lo stesso titolo, di un insegnamento tradizionale con il quale l’autore ci trasmette quanto ha ricevuto dai monaci egiziani. Secondo quest’opera il monaco è colui che: ha abbandonato ogni realtà materiale di questo mondo ed abbraccia l’hêsychia, è impassibile, non ha concupiscenze, si attiene all’uso di cibi leggeri e poveri, è attento ai poveri, ha un abbigliamento

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