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Preghiera - respiro dell’anima

La preghiera, come si è detto, viene in genere considerata il “respiro dell’anima”, data la sua profondità e la sua essenzialità. La valenza del respiro come via all’interiorità e ritmo vitale di preghiera, ha un suo fondamento biblico nel libro dei Proverbi (20,27), dove si legge: «Lampada del Signore è lo spirito (neshamah) dell’uomo, essa scruta le stanze del ventre» e quindi “fin nell’intimo”, come suona la traduzione italiana. Ciò fa del respiro il supporto naturale della preghiera profonda, nutrita della Parola divina. Citiamo Giovanni Climaco (ca. 575-650), monaco al Sinai, là dove prescrive: «Assumi la parola associandola indissolubilmente al tuo respiro» (Scala del Paradiso, IV, 42) e ancora: «Unisci la parola al tuo inspiro» (Ivi, XIV, 96), così da raggiungere lo stato di orazione, l’orazione continua che è un moto del cuore, un incessante “impulso” che lo zen esprime con il termine nen, i cui ideogrammi significano “Adesso, cuore”! «Sempre si può entrare in orazione», insegna il Catechismo della Chiesa cattolica, e «il cuore ne è il luogo»

Padre Antonio Gentili

Traduttore

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