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La preghiera - specchio dell’anima

Che la preghiera rivesta un carattere rivelativo del proprio mondo interiore cui dischiude l’accesso, può essere confermato ancora con un pensiero di Giovanni Climaco, il quale afferma: «La tua preghiera (ti manifesta) il tuo stato, ti manifesta a te stesso» (Scala del Paradiso, XXVIII, 191). Rientro in sé e apertura a Dio vengono di conseguenza a costituire due momenti correlati, come troviamo ripreso, a esempio, nel magistero di Angela da Foligno. A sua detta, la preghiera consiste nel «vedere Dio e se stesso» (Istruzione III, p. 456). «La preghiera non è altro che la manifestazione di Dio e di sé» (Ivi, p. 460). In precedenza aveva scritto: «Quando si verificò nell’anima mia l’inenarrabile manifestarsi di Dio, allora avvenne da parte della mia anima la manifestazione di se stessa» (Ivi, p. 394).

Quest’aspetto mostra come la preghiera autentica non abbia nulla di alienante: prima di raggiungere Dio o, meglio, proprio perché in definitiva orientata a Dio, la preghiera risulta molto umanizzante. Se il rientro in sé è via di accesso al Divino, l’apertura a Dio riconduce l’uomo a se stesso.

Padre Antonio Gentili

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