Concerto Natale 2015

     




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Hesychia, Esicascmo e Preghiera pura - 2

L’hêsychia (esteriore), d'altra parte, è l’aspirazione di molti cenobiti: fra questi si può ricordare Evagrio Pontico che ci ha lasciato, tra i tanti scritti e insegnamenti spirituali,  il Sommario di vita monastica che insegna come si debba esercitare l’ascesi e l’hêsychia: si tratta, come dice lo stesso titolo, di un insegnamento tradizionale con il quale l’autore ci trasmette quanto ha ricevuto dai monaci egiziani. Secondo quest’opera il monaco è colui che: ha abbandonato ogni realtà materiale di questo mondo ed abbraccia l’hêsychia, è impassibile, non ha concupiscenze, si attiene all’uso di cibi leggeri e poveri, è attento ai poveri, ha un abbigliamento

semplice, sobrio, preferisce il riposo spirituale al riposo fisico, evita la compagnia di uomini legati alla materia o implicati in affari e abita solo o con uomini distaccati e di un “unico sentire”, ha una cella povera e semplice, cerca luoghi liberi da traffici e solitari, teme le cadute ed è stabile nella propria cella, non si incontra frequentemente con i propri amici, non abita con chi vive nella distrazione, si occupa di una lavoro manuale per non essere di peso a nessuno, se non gli è possibile vivere l’hêsychía cerca almeno di vivere la xenitía (estraneità, distacco, sradicamento, alcuni monaci sceglievano un paese straniero, per vivere quello sradicamento che è ontologicamente di ogni cristiano dal momento in cui il battesimo ne ha fatto uno straniero al mondo), pensa alla propria morte e al giudizio finale, sa digiunare secondo le proprie forze, sopporta le veglie e il dormire per terra, è un uomo di preghiera, una preghiera compiuta nel timore e nel tremore e nella sobrietà.

 

Fonte:italia ortodossa.it B. De Matteis

 

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